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E’ nata Pirolina

La PIROLINA ha un’efficienza di combustione (ricordiamoci che il carburente non brucia ma pirolizza) pari al 93%, con emissioni nocive irrilevanti. Tutto ciò sembra impossibile ma è la realtà, come dimostra il fatto, che non emette fumo ne odore di bruciato.

In secondo luogo PIROLINA è in grado di ricavare energia da qualsiasi tipologia di materiale organico, a condizione che abbia un tasso di umidità inferiore al 30%, come pellet, legno, ma anche le più disparate tipologie di scarti produttivi organici come potature, cippato, residui di lavorazione,gusci, rifiuti organici.

GASSIFICAZIONE, ossia il procedimento per il quale è possibile ottenere gas da un materiale solido organico. il BIOCHAR o Biomassa che viene prodotto dalla PIROLINA, e’ in grado di ottimizzare la fertilità dei terreni, trattenere acqua e quindi rendere coltivabili zone aride, ridurre la desertificazione, consentendo ad un materiale di scarto di essere trasformato in un prezioso alleato, tanto che il CNR di Firenze, con a capo il Dott. Franco Maglietta, da tempo sta portando avanti studi sulle possibili applicazioni in campo agricolo di questo materiale.

Ed ecco un nuovo circolo virtuoso che puo’ rendere la PIROLINA non un semplice esercizio tecnologico fine a se stesso, ma uno strumento utile e funzionale anche per le aziende, che se prima consideravano i propri scarti un costo di smaltimento rifiuti, ora, possono trasformarli in una voce di guadagno, in quanto il biochar ha un suo mercato, una quotazione e un valore in carbon-credit. Il tutto ruota intorno a due parole chiave, la PIROLISI, che molto sinteticamente consiste in un procedimento di degradazione di sostanze organiche provocata dal calore e la GASSIFICAZIONE. Quindi Gas, Calore, Biochar il tutto da materiale considerato “Scarti”

Hai presente il motore dell’auto nel film “ritorno al futuro”? dove usava la spazzatura per alimentarlo? all’epoca FANTASCIENZA.

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